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Chieti

La città di Chieti per numero d’abitanti, ovvero 50.628, è il quarto comune d’Abruzzo e nel corso della sua storia è stata dominata dagli Angioini, dagli Aragonesi e nell’Ottocento dai francesi.
Gli abitanti di Chieti si chiamano chietini o teatini dall’antico nome latino e greco della città, Theate o Thegeàte, Θεάτη o Θηγεάτη in greco.
Situata in parte su un colle, tra il fiume Aterno-Pescara e il fiume Alento, la città è posta strategicamente a breve distanza sia dal mare, sia dalla montagna.
La Cattedrale di S. Giustino è la chiesa più grande e importante del capoluogo.
Il Museo archeologico nazionale d’Abruzzo è allestito nella villa comunale, una dimora in stile neoclassico.
Ammirevoli anche il Museo d’Arte “Costantino Barbella”, nel palazzo Martinelli-Bianchi, con l’esposizione di affreschi, tele e ceramiche.

La provincia di Chieti confina con la provincia di Pescara a Nord-Ovest, con L’Aquila e il Molise a Sud-Ovest. A Nord -Est è bagnata dal Mare Adriatico. Il territorio di questa provincia è prevalentemente collinare e montano, caratterizzato da un susseguirsi di valli parallele, nelle quali scorrono diversi corsi d’acqua.
Nella zona più settentrionale il paesaggio si presenta aspro e disabitato, mentre a Sud è più dolce e ricco di piccoli centri abitati.

Le valli principali sono la Val Pescara e la Val di Sangro.
La provincia comprende anche gran parte del massiccio della Majella (2.793 m), il secondo in altezza degli Appennini.
I principali fiumi sono Alento, Aterno-Pescara, Aventino, Sangro, Sinello e Trigno.
Sono molte le zone coperte da aree boschive, comprese nelle riserve naturali create per salvaguardare e valorizzare il patrimonio naturalistico del territorio.
La parte meridionale della provincia è coperta principalmente da abeti.
In prossimità della costa, invece, vi è una lecceta, interessata dalla Riserva naturale, denominata Lecceta di Torino di Sangro.
Nella zona della Maiella la flora è ricca di piante pregevoli come l’Acero di Lobel, la Betulla, il Pino nero di Fara di San Martino e il Faggio.
I comuni più popolosi della provincia sono Vasto, Lanciano, Francavilla al Mare e Ortona.
Il litorale teatino è anche chiamato Costa dei Trabocchi, per la presenza appunto dei trabocchi, pittoresche macchine da pesca in legno. Qui si alternano tratti di spiaggia sabbiosa e bassa o di ciottolame a tratti alti e rocciosi che degradano sul mare.
La città è composta da due nuclei: Chieti Alta, che comprende il centro storico, e Chieti Scalo, la parte nuova, con il campus universitario.
Alcuni sostengono che Chieti sia la città più antica d’Abruzzo e una delle più antiche d’Italia[2][3][4].
In passato è stata capitale del popolo dei Marrucini, municipio al tempo dei Romani, ed in età borbonica, capoluogo dell’Abruzzo Citeriore.
Inoltre, durante la Seconda guerra mondiale, Chieti è stata considerata città aperta insieme con Roma e Firenze.
La città è sede, insieme con Pescara, dell’Università Gabriele D’Annunzio[5]: nel campus e nella città di Chieti hanno sede otto dipartimenti, una scuola, il rettorato, il senato accademico e la direzione generale oltre ad altre realtà, tra le quali il museo universitario, l’azienda per il diritto agli studi universitari e la fondazione dell’ateneo.
A Chieti viene regolarmente celebrata una delle più antiche e famose processioni del Venerdì santo.